Skip to main content

Solitudine durante le feste: comprendere, accogliere e ritrovare equilibrio

Per molte persone over 50, le festività non significano soltanto tavole imbandite e foto di gruppo. A volte coincidono con un silenzio più grande, una sensazione di distanza che spicca proprio quando intorno sembra esserci solo allegria. La solitudine durante le feste non è un fallimento personale, né un’anomalia: è un’esperienza umana che può emergere dopo cambiamenti importanti (figli lontani, lutti, separazioni, pensionamento), oppure semplicemente perché il ritmo dell’anno si calma e i pensieri tornano in primo piano.

La pressione sociale e le immagini perfette sui social possono accentuare l’idea di essere “fuori scena”. Ma ricordalo: ciò che vedi è una selezione, non la realtà intera. Dietro a ogni foto scintillante ci sono anche fatiche, assenze e rimodellamenti della vita. Riconoscere questo ti aiuta a togliere peso al confronto e ad aprire spazio a nuove scelte più adatte a te.

Accogliere i sentimenti senza giudicarli

Non esiste un “dovere di felicità” sotto le luci di dicembre. Puoi concederti di provare malinconia, nostalgia o stanchezza. Accogliere significa nominare ciò che senti (“oggi mi sento solo”, “mi manca X”, “mi pesa Y”) e allo stesso tempo ricordare che le emozioni sono stati transitori, non un’etichetta su chi sei. Se senti che l’onda è troppo alta, parlarne con il tuo medico, uno psicologo o un consulente è un gesto di cura, non di debolezza.

Cambiare prospettiva: dal senso di mancanza al senso di possibilità

Un modo pragmatico per alleggerire la pressione è spostare lo sguardo: dalle aspettative esterne a ciò che ti nutre davvero. Le feste possono diventare un tempo per fare bilanci gentili, riconoscere i traguardi (anche i più piccoli) e impostare l’anno che arriva con un’intenzione chiara. Se ti è utile, dedica 20 minuti a scrivere: “Cosa desidero proteggere? Cosa voglio lasciare andare? Cosa voglio iniziare?”. Una cornice personale vale più di mille inviti a cui non senti di appartenere.

Piccolo esercizio di gratitudine realistica

Ogni sera scegli tre elementi concreti (non generici) per cui provi gratitudine: un tè caldo, una telefonata sincera, una passeggiata breve ma luminosa. La gratitudine non nega la fatica: la bilancia, riportando alla mente ciò che c’è, non solo ciò che manca. Se vuoi approfondire il tema delle abitudini che sostengono il benessere, vedi creare nuove abitudini.

Prendersi cura di sé (davvero): ritmo, corpo, confini

Le feste possono amplificare il carico emotivo e pratico. Curarti significa riconoscere i tuoi limiti e darti il permesso di onorarli. Tre leve efficaci:

1) Ritmo

Alterna momenti sociali a momenti di quiete. Se una cena ti stanca, programma il giorno dopo un’attività lenta che ti ricarica: lettura, musica, un film delicato.

2) Corpo

Il corpo è un’ancora. Una camminata di 25 minuti, stretching dolce, respirazione consapevole (5 secondi inspiro, 5 espiro per 3 minuti) riducono l’attivazione interna. Se vuoi, approfondisci con respirazione consapevole e pratiche semplici di presenza.

3) Confini

Dire qualche “no” è un atto di cura. Non devi giustificarti: “Quest’anno scelgo una serata tranquilla, ci vediamo più avanti”. Proteggere spazi e tempi è essenziale per non arrivare svuotati a gennaio.

Iscriviti QUI alla Newsletter

Strategie pratiche per affrontare la solitudine durante le feste

Pianifica attività significative (non solo riempitivi)

Quando la tristezza bussa, il rischio è chiudersi. Pianificare in anticipo 3–5 attività significative ti aiuta a non improvvisare.

Come scegliere

  • Criterio energia: attività che al mattino senti possibili (non grandiose). Esempio: “passeggiata nel parco, 30 minuti”.
  • Criterio senso: ciò che rimette in circolo curiosità o gentilezza verso di te (cucinare una ricetta che ti ricorda qualcuno, sistemare una stanza per farle spazio nuovo, scrivere una lettera non inviata).
  • Criterio relazione: qualcosa che ti mette in contatto, anche leggero (una chiamata a un amico lontano, una videochiamata di 15 minuti, un caffè con un vicino).

Se ti appassiona lavorare sul lungo periodo, dai un’occhiata a progetto di vita per trasformare questi semi in traiettorie concrete.

Volontariato: dare per ricevere

Il volontariato è un ponte rapido tra isolamento e significato. Non serve iniziare in grande: due ore a settimana bastano per sentirsi utili e connessi. Idee:

  • Animali: canili, colonie feline, raccolte cibo.
  • Persone: banchi alimentari, mense, ascolto telefonico, biblioteche.
  • Ambiente: pulizia parchi, piantumazioni, orti condivisi.

Checklist per scegliere bene

  • Quale causa ti commuove oggi?
  • Quante ore realistiche puoi offrire nelle prossime 4 settimane?
  • Preferisci attività pratiche o relazionali?

Fare volontariato durante le feste è un ottimo modo per riconnetterti ai valori che contano e conoscere persone affini.

Riscopri i tuoi hobby: il filo rosso con te stesso

Molti hobby si sono assopiti nel caos degli impegni. Riprenderli non richiede performance: basta una piccola soglia d’ingresso. Esempi:

  • Musica: 10 minuti al giorno di pratica (o ascolto attivo) per 7 giorni.
  • Trekking leggero: esplora un percorso urbano nuovo, mappa i tuoi “luoghi rifugio”.
  • Pittura o scrittura: un “quaderno delle feste” dove ogni pagina è una scena, un colore, un ricordo.
  • Cucina affettiva: una ricetta che racconta una storia di famiglia, aggiornata ai tuoi gusti attuali.

Ritrovare un hobby è spesso ritrovare un pezzo di te. Se cerchi esercizi di presenza quotidiana, vedi mindfulness quotidiana.

Stabilisci obiettivi futuri con gentilezza

Gli obiettivi funzionano quando sono vicini alla vita reale. Prova il metodo 1–1–1 per il primo trimestre dell’anno:

  • 1 abilità da coltivare (es. “uso consapevole dello smartphone”).
  • 1 progetto concreto (es. “album fotografico di famiglia”).
  • 1 abitudine minima (es. “camminata 20’ al giorno”).

Implementazione pratica

Metti in agenda i micro-passaggi (quando, dove, con chi). Festeggia ogni avanzamento, anche minuscolo. L’autoefficacia cresce così. Per un supporto alle fondamenta psicologiche, leggi resilienza.

Cosa evitare per proteggere il tuo benessere

Evita l’isolamento totale

Il ritiro completo amplifica la sensazione di vuoto. Stabilisci un “minimo relazionale” quotidiano: un messaggio, una chiamata, una breve uscita. Anche 10 minuti contano.

Non confrontarti con gli altri (soprattutto online)

Ricorda: i social mostrano vette, non valli. Se scorrere ti fa stare peggio, imposta un digital detox leggero (ad esempio, 2 ore senza smartphone al giorno) e crea uno spazio più protetto. Se ti incuriosisce ripensare il tuo rapporto con la tecnologia, dai un’occhiata a decluttering digitale.

Niente vecchie abitudini nocive come scappatoia

Alcol in eccesso, cibo come anestetico, e fumo danno sollievo immediato ma presentano il conto. Se senti il bisogno, organizza alternative: tisane, spuntini nutrienti, uscita breve all’aria. Prepara in anticipo ciò che ti aiuta, così è a portata di mano quando serve.

Frena la ruminazione

Quando la mente parte col “perché a me”, prova un’azione rompe-loop di 5 minuti: lavare i piatti con attenzione, fare 15 piegamenti sulle punte dei piedi, ordinare una pila di libri. Tornare al corpo riporta la mente nel presente.

Non ignorare i segnali importanti

Se il tono dell’umore resta basso per settimane, se il sonno o l’appetito cambiano molto, o se i pensieri diventano bui, chiedi aiuto. Parlare con un professionista è un atto di amore verso te stesso e verso le persone che ti vogliono bene.

Creare nuove tradizioni: il tuo Natale, il tuo ritmo

Le tradizioni si possono reinventare. Alcune idee semplici e potenti:

  • Lettera di passaggio: scrivi una lettera al te di un anno fa e una al te di tra un anno. Metti in busta, apri il prossimo dicembre.
  • Camminata-luce: una passeggiata al tramonto in un luogo caro, magari con una foto simbolica scattata ogni anno.
  • Tavolo piccolo: cena essenziale con una persona che senti davvero. Qualità sopra quantità.
  • Gesto di cura: un atto di gentilezza per qualcun altro (anche anonimo). È una tradizione che scalda.

Il significato profondo del Natale: tra spiritualità, valori e quotidianità

Al di là dell’aspetto commerciale, il Natale mette al centro temi universali: speranza, amore, compassione, rinnovamento. Che tu viva questa festa in senso religioso o laico, la sua trama simbolica può offrire un appiglio nei giorni più silenziosi. “Nascita” può voler dire anche dare inizio a un modo di stare al mondo più autentico, meno rumoroso, più coerente con ciò che senti.

Tradurre i valori in gesti quotidiani è il cuore della pratica: scegliere parole gentili, perdonare un passo falso, ringraziare, ascoltare senza interrompere. Non necessariamente grandi gesti: continuità e misura fanno la differenza.

Un rito semplice per la sera di festa

Spegni le luci per un minuto. Respira. Ricorda una persona cara (presente o passata) e nomina a voce bassa ciò che di lei porti con te. Riaccendi una candela o una luce. Questo piccolo rito crea un ponte tra memoria e presente, e può alleggerire la nostalgia trasformandola in compagnia interiore.

Una mappa per le giornate di festa (pronta all’uso)

Mattino

  • 3 respiri lenti (5”/5”).
  • Programma breve: una cosa per te, una per gli altri.
  • Messaggio di contatto: “Ciao, come stai? Ti va di sentirci dopo?”

Pomeriggio

  • Camminata o luce naturale (20–30’).
  • Attività creativa a bassa soglia (disegno, cucina, foto).
  • Pausa social: silenzia le app per un’ora.

Sera

  • Rito della gratitudine (3 cose concrete).
  • Chiusura gentile: tisana, doccia calda, lettura breve.
  • Schermo lontano dal letto (almeno 30’).

Domande utili per ritrovare direzione

Se vuoi trasformare questo periodo in un trampolino, prova a rispondere per iscritto:

  • Quale piccola libertà mi concedo quest’anno?
  • Quale relazione voglio nutrire (anche con un gesto minimo)?
  • Quale abitudine voglio inaugurare a gennaio e quale lasciare andare?
  • In che modo posso fare spazio alla mia creatività (15 minuti al giorno bastano)?

La tua compagnia come luogo sicuro

La solitudine durante le feste può far male, ma può anche diventare un territorio in cui ritrovarti. Non devi “vincere” le feste: puoi attraversarle con più realismo, meno confronto e più cura. Metti in agenda poche cose buone, scegli le persone con cui ti senti te stesso, concediti silenzi nutrienti. E, se serve, chiedi aiuto. Ciò che coltivi con continuità in questi giorni diventa il terreno su cui camminerai nei prossimi mesi.

Francesco Bonomelli

Ciao, sono un mental coach specializzato nell'accompagnamento degli over 50 nel loro percorso di crescita personale e professionale. Dopo aver vissuto personalmente l'ansia e la paura del cambiamento, ho sviluppato tecniche efficaci per superare queste difficoltà e trovare il coraggio di esprimere il mio vero potenziale. Attraverso il mio percorso, aiuto le persone a liberare la loro ispirazione, aumentare la motivazione e ottenere serenità e fiducia in se stessi. Una volta terminato questo primo step, lavoro con i miei clienti sul loro personal brand in modo che riescano a comunicare la nuova persona che sono diventati affinché riescano a proporre con sicurezza e successo i propri prodotti ed i propri servizi.