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La prima volta che avevo sentito parlare di sindrome di burnout avevo 30 anni, me ne parlò un amico medico spiegandomi che i medici sono una delle categorie più a rischio di contrarre la sindrome di burnout perchè l’essere costantemente a contatto con il dolore li può portare a creare una barriera di protezione tanto che ad un certo punto possono addirittura sembrare insensibili a quanto accade ai loro pazienti.

Per molti anni ho tenuto per buona solo questa definizione come se questa sindrome fosse ristretta solo a coloro che operano nel campo medico finchè un giorno, mi sono imbattuto in un articolo che parlava dell’argomento e che mi ha dato la possibilità di scendere un pò più in dettaglio nella questione

Quindi, che cosa è la sindrome di burnout .  In campo medico indica una sindrome, ossia un insieme di sintomi e segni, causata dall’esaurimento emotivo che insorge in seguito a stress cronico nei lavoratori che sono quotidianamente a contatto con il pubblico e le sue richieste e per questo sottoposti a notevoli carichi emotivi legati alle implicazioni di questi rapporti.

In costante aumento nei Paesi industrializzati a causa dei cambiamenti sostanziali sulla qualità del lavoro, la sindrome di burnout si riferisce quindi al solo contesto lavorativo e non alle esperienze in altre aree di vita, anche se la sindrome ha delle conseguenze fisiche e psicologiche.

Recentemente l’OMS ha inserito la sindrome di burnout nella nuova Classificazione Internazionale delle Malattie definendo la sindrome non come una malattia a se stante, ma come un fenomeno occupazionale. 

Ma non solo, La sindrome può anche essere la conseguenza dello stress cronico che può colpire e far crollare  le persone ossessionate dal proprio lavoro. 

Queste persone misurano la propria autostima solo in base ai risultati ottenuti nel proprio lavoro in modo tale da trascurare altre cose come la vita sociale, la famiglia, il mangiare e il dormire. 

Semplicemente lavorano, lavorano e lavorano. 

Vogliono solo ottenere il massimo risultato possibile.

Alla fine non solo molti di loro crollano per esaurimento, ma cominciano a provare un senso di inutilità. Dal momento che sono così ossessionati dal loro lavoro, ogni fallimento rischia di farli sentire degli incapaci.

Brutto vero? Spesso siamo talmente presi che non ci rendiamo conto di quanto sia importante mantenere l\’equilibrio nella nostra vita. 

Uno degli equilibri che dobbiamo sforzarci di mantenere riguarda la produzione e la nostra effettiva capacità produttiva. Sebbene la produzione sia importante, dobbiamo prestare uguale attenzione alla nostra capacità, al nostro limite di produzione.

Le persone che si esauriscono sono quelle che si concentrano solo sulla produzione trascurando i propri limiti. Vogliono solo produrre di più, di più e di più, e non si fermano mai a riflettere per capire se sono in grado di sostenere certi ritmi.

Facciamo un confronto con i motori

Sai che i motori devono essere mantenuti periodicamente se vogliamo che siano affidabili e duraturi. Se utilizzi un motore senza fare mai manutenzione, all\’inizio ti sembrerà che sia una cosa superflua ma ad un certo punto il motore si guasterà e ripararlo ti costerà molto di più rispetto a quanto ti sarebbe costato con delle manutenzioni periodiche, per non parlare della scocciatura dell’avere l’auto dal meccanico e magari essere appiedato.

La stessa cosa vale per la nostra vita. Il “servizio di manutenzione” è importante. Abbiamo bisogno di cose come riposo, sonno, vacanze, esercizio fisico e uscire con gli amici. 

Se vogliamo possiamo trovare il tempo per tutte queste cose, certo, alcune di esse costano denaro, quindi non tutti possiamo fare tutto ma alcune hanno bisogno solo di tempo e tutti abbiamo modo di trovare dei momenti da dedicare solo a noi stessi per far riposare il corpo ma soprattutto la nostra mente.

Il riposo non è ozio, e giacere qualche volta sull\’erba in un giorno d\’estate ascoltando il mormorio dell\’acqua, o guardando le nuvole fluttuare nel cielo, è difficilmente uno spreco di tempo.

JOHN LUBBOCK

 

Autore

  • Francesco Bonomelli

    Ciao, sono un mental coach specializzato nell'accompagnamento degli over 50 nel loro percorso di crescita personale e professionale. Dopo aver vissuto personalmente l'ansia e la paura del cambiamento, ho sviluppato tecniche efficaci per superare queste difficoltà e trovare il coraggio di esprimere il mio vero potenziale. Attraverso il mio percorso, aiuto le persone a liberare la loro ispirazione, aumentare la motivazione e ottenere serenità e fiducia in se stessi. Una volta terminato questo primo step, lavoro con i miei clienti sul loro personal brand in modo che riescano a comunicare la nuova persona che sono diventati affinché riescano a proporre con sicurezza e successo i propri prodotti ed i propri servizi.

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